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20/03/2012

L'Italia diventi l'hub europeo del gas

Dopo il paper sulla liberalizzazione del mercato elettrico di due anni fa, il gruppo energia di Assolombarda - che conta tra i suoi membri i principali operatori nazionali del settore - ne lancia uno nuovo, questa volta sul mercato del gas. Se da un lato l'obiettivo più pragmatico è quello di offrire alle imprese un quadro dettagliato sul gas, dall'altro è anche di offrirne uno per il piano energetico nazionale. Assolombarda in particolare ha individuato 5 punti su cui intervenire. Gli ambiti riguardano in particolare l'adeguamento delle infrastrutture di trasporto di interconnessione tra Stati, il ruolo dell'Italia come hub del gas nel Sud Europa, il completamento dei siti di stoccaggio previsti per complessivi 4 miliardi di metri cubi di gas, l'attuazione delle norme che prevedono la riduzione del numero di ambiti di concessione della distribuzione e la liberalizzazione dell'attività di vendita. Il mercato del gas in Italia negli ultimi dieci anni ha subito profondi cambiamenti, portati soprattutto dalla liberalizzazione. Istituzioni e operatori si sono trovati ad affrontare temi complessi e proprio per questo Assolombarda ha deciso di ripercorrere le tappe del processo di liberalizzazione e l'evoluzione del settore gas in Italia, individuando le criticità esistenti ma offrendo anche spunti di riflessione e proposte di miglioramento. In 5 punti è stata così sintetizzata una chiave di lettura delle dinamiche del settore che sia utile ad affrontare le nuove sfide per il miglioramento della competitività dell'intero sistema, sia in termini di riduzione dei costi che di standard qualitativi dei servizi offerti. Ma analizzando una per una le 5 mosse la prima indicata nel documento è la sicurezza degli approvvigionamenti per cui «è fondamentale investire in nuove infrastrutture, anche per diversificare le fonti e ridurre i rischi di dipendenza dai paesi produttori». La seconda è quella di far sì che l'hub del gas europeo sia l'Italia: «Tale ruolo può derivare da un lato dallo sviluppo dei cosiddetti corridoi prioritari che possono coinvolgere il sistema Italia e dall'altro da uno sviluppo organico dei servizi e prodotti del mercato del gas che permettano di congiungere in modo più compiuto il mercato italiano con quelli dell'Europa continentale». Poi ci sono i siti di stoccaggio. Il gruppo energia di Assolombarda a questo proposito ricorda «il completamento della realizzazione e assegnazione della capacità di stoccaggio già prevista dal Decreto Legislativo 130/2010, ovvero ulteriori 2,3 miliardi di mc di working gas che si aggiungono a 1,7 miliardi già assegnati ed entrati in esercizio nel 2011». La quarta mossa riguarda la riforma dei meccanismo di concessione di distribuzione. In questo caso «occorre rendere rapidamente operativi tutti i regolamenti di gara per l'assegnazione delle concessioni così da favorire condizioni di trasparenza idonee anche alla partecipazione di nuovi operatori con evidenti benefici in termini di maturazione della concorrenza del mercato». L'ultima mossa è la completa deregulation dell'attività di vendita di gas naturale: «A più di 10 anni dall'entrata in vigore del Decreto Letta, il mercato del gas naturale ha raggiunto un livello di maturità tale da consentire una sempre più spinta deregulation delle attività libere».
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