Contact tracing utile nella lotta al coronavirus?

Al vaglio anche in Italia l'utilizzo del modello coreano, il contact tracing, ovvero il controllo della propagazione dei contagi tramite l'uso di specifiche app

Contact tracing utile nella lotta al coronavirus?

Come la tecnologia può venire in soccorso in casi di epidemie? Un aiuto potrebbe arrivare dal contact tracing

 

Sembra di trovarsi di fronte a una lotta impari: da una parte il mondo a vari livelli di coinvolgimento, dall'altra un nemico invisibile, piccolo e spietato. Il Covid-19, la pandemia che sta martoriando moltissime nazioni, sta raggiungendo anche in Italia il suo picco epidemiologico. Sono settimane ormai che il popolo italiano è alle prese con regole, misure, decreti dal carattere sempre più restrittivo volti a tentare di contenere il contagio, ad evitare che la situazione precipiti e non sia più sostenibile per il sistema sanitario nazionale.

 

 

L'hashtag #iorestoacasa è molto più di una mera manifestazione di intenzione è e deve essere concreto impegno. Questo perché l'isolamento sociale, gli uni lontani dagli altri, chiusi nelle proprie case, uscendo solo per lo stretto necessario, è l'unico modo per evitare che il coronavirus si propaghi ulteriormente mettendo definitivamente in ginocchio la sanità e il paese tutto.

I controlli delle forze dell'ordine si sono fatti nel corso dei giorni, decreto dopo decreto sempre più capillari sul territorio, le persone hanno visto maturare in modo progressivo il loro senso di responsabilità a tutela della propria salute ma anche e soprattutto di quella delle categorie più deboli e maggiormente a rischio, come anziani e individui dal quadro clinico già compromesso.

Nonostante gli sforzi profusi da molti, controllati e controllori, c'è ancora una parte della popolazione che sembra non aver ancora preso completamente coscienza della gravità della situazione, continuando a sottovalutarne la portata.

 

Fino a quando la scienza non arriverà a sconfiggere questo nemico infinitamente piccolo attraverso cure più efficaci o addirittura non riuscirà a trovare un vaccino, le armi per combatterlo devono, quindi, venire dall'esperienza di chi ci è già passato prima di noi: la Cina in primis e l'Estremo Oriente in generale.

E' proprio da lì che possono arrivare suggerimenti utili per capire, almeno nel breve periodo, come fronteggiare il coronavirus o quanto meno monitorare la sua diffusione anche attraverso l'apporto della tecnologia come, per esempio, quella alla base delle app di contact tracing.

 

 

Lo stesso direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha posto l'accento sull'importanza del contact tracing, rimarcando come le nazioni occidentali siano ancora troppo indietro su questo fronte che invece rappresenta uno strumento necessario per coadiuvare la lotta al virus.

 

 

Contact tracing: può servire?
Contact tracing: può servire?

 

 

Il modello coreano e il caso scuola di Singapore

 

Un esempio di contact tracing riuscito è quello della Corea del Sud, uno dei primi bersagli del coronavirus dopo la Cina. Lo stato dell'Estremo Oriente ha lavorato su due fronti:

 

tracciando gli spostamenti dei cittadini attraverso i dati degli operatori telefonici;

diffondendo l'app Corona100m capace di visualizzare in modo anonimo gli spostamenti dei soggetti positivi e i loro contatti.

 

Il risultato del contact tracing è quello d'informare le persone di un determinato quartiere di un eventuale nuovo caso di contagio attraverso notifiche con dettagli precisi, come età, sesso e cronologia degli spostamenti del soggetto in questione.

 

Il modello coreano ha funzionato e sono i dati relativi a contagi e morti che lo dimostrano. Negli stati dove è stato applicato i numeri si sono diminuiti in modo netto.

 

Un'applicazione interessante e che può fare scuola è quella di contact tracing ideata e utilizzata a Singapore. La repubblica di Singapore non è nuova all'utilizzo di questo tipo di tecnologia e nel caso del Covid-19 ha creato TraceTogether, un'applicazione ad hoc che permette alle autorità di rintracciare in modo rapido chi è stato esposto a contagio e d'identificare tutti coloro che si sono trovati nelle vicinanze, nel raggio di 2 meri per almeno 30 minuti, a casi conclamati. Il contact tracing è reso possibile grazie all'utilizzo della tecnologia bluetooth.

 

 

E l'Italia? 

 

Il Ministero per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione insieme al Ministero della Salute, all'Istituto Superiore di Sanità e all'OMS, si è mosso per lanciare un vero e proprio appello alle imprese hi-tech e agli sviluppatori affinché studino e adottino in modo sinergico e sistemico delle misure anche tecnologiche per combattere il coronavirus:

 

L'invito è quello di: "individuare nei prossimi giorni le migliori soluzioni digitali disponibili sul mercato per app di telemedicina e strumenti di analisi dati, e coordinare a livello nazionale l’analisi, l’adozione, lo sviluppo e l’utilizzo di queste soluzioni e tecnologie per il monitoraggio e contrasto alla diffusione del Covid-19. Tecnologie e soluzioni per il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio delle persone e conseguentemente dell’evoluzione dell’epidemia sul territorio. Rientrano in questo ambito strumenti di analisi di Big Data, tecnologie hardware e software utili per la gestione dell’emergenza sanitaria"

 

E' un primo passo. Il secondo sarà convincere le persone a installare questo tipo di applicazioni di contact tracing senza sentirsi minati nella loro privacy. Un cambio di prospettiva non da poco ma che potrebbe essere meno difficile di quello che si pensi. D'altronde c'è in gioco la salute. Di tutti.

 

 

 

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#andràtuttobene






editore

Matilde Gregori

Giornalista pubblicista, da molti anni scrivo di hi-tech e Telco, dopo interessanti e deliziose incursioni nel mondo degli eventi culturali ed enogastronomici del centro Italia. Sono innamorata di Hemingway, adoro il sushi e mi rilasso con lo Yoga. In attesa che i miei innumerevoli incipit assumano i contorni più definiti di un racconto, continuo a parlare di tecnologia. Magari la Musa mi ispirerà tra una tariffa e l'altra.

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