FiberCop la nuova rete unica nata da TIM e OpenFiber

Deadline fissata: marzo 2021. Protagonisti al lavoro: OpenFiber e Tim. Nuova rete battezzata: FiberCop. Che l'ambiziosa impresa a due abbia inizio.

FiberCop la nuova rete unica nata da TIM e OpenFiber

FiberCop: Tim e OpenFiber insieme per l'FTTH del futuro

 

Che cosa ci fanno insieme Tim e OpenFiber? Chi è FiberCop? Insomma, cosa bolle nella pentola di due dei più importanti operatori di telefonia del mercato TLC italiano? A rispondere a queste domande ci pensiamo noi di tariffe.it, il primo portale di comparazione tariffaria geolocalizzata. Perché tariffe.it non è solo il sito dove poter confrontare le migliori offerte internet, mobile, luce e gas, ma anche il luogo virtuale attraverso il quale rimanere sempre informati su tutto ciò che accade nel mondo della telefonia e nel settore energetico. 

 

 

Tornando a noi, anzi, a loro, ecco cosa sta accadendo. Entro marzo 2021 Tim e OpenFiber daranno vita a una nuova rete unica battezzata FiberCop. E noi siamo qui per dirti tutto quello che è trapelato riguardo questo ambizioso progetto. 

 

 

Pronto? Corri a leggere dopo la foto e scopri tutto sulla nuova impresa a quattro mani di nome FiberCop

 

 

FiberCop: la rete del futuro
FiberCop: la rete del futuro

 

 

About Tim 

 

Premettendo che sia Tim che OpenFiber non hanno bisogno di grandi presentazioni, la loro storia, soprattutto quella di Tim, parla per loro. Nonostante questo, ci sembra opportuno fare le dovute presentazioni per inquadrare meglio i due operatori TLC che si candidano a dare una svolta al mercato delle telecomunicazioni italiano nel prossimo futuro.

 

 

Tim è il primo operatore italiano di telefonia per segmenti di mercato e la sua storia parte davvero da molto lontano,dal 1925 quando viene fondata la Stipel (Società Telefonica interregionale piemontese e lombarda). Nel 1965 Stipel si fonde con altre quattro società italiane dando vita alla ben nota Sip.

 

 

La seconda vita dell'azienda inizia nel 1994 quando, in seguito al processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, nasce Telecom Italia come prodotto della fusione tra Sip e altre società del gruppo Stet che operavano nel mercato TLC. Il 1995 è l'anno di nascita di Tim: il primo operatore a lanciare sul mercato le mai dimenticate tariffe mobile con carta prepagata.

 

 

Gli ultimi anni Novanta e i primi Duemila sono caratterizzati da una serie di cambi al timone dell'azienda, mutamenti e vendite societarie per fronteggiare un momento di stasi vissuto dalla maggiore tra le realtà di telecomunicazioni italiane. La società passa di mano in mano, il gruppo Olivetti prima, che ne rileva il 51% delle quote, Pirelli e Benetton poi. 

 

 

Dal 2007 in poi sono i grandi gruppi stranieri a guardare con interesse l'universo Tim. Il controllo passa in un primo momento nelle mani della spagnola Telefonica e a un gruppo di azionisti italiani, tra cui Intesa, Generali, Mediobanca e Benetton. Il 2016 è l'anno della francese Vivendi che porta la sua quota al 20%, diventando di fatto il maggiore azionista dell'azienda. Il 13 gennaio 2016 il marchio viene unificato e nasce Tim.

 

 

About OpenFiber

 

Open Fiber S.p.A., prima nota come Enel OpEn Fiber S.p.A., è una società di telecomunicazioni italiana fondata nel dicembre 2015. La società è interamente controllata dalla società energetica italiana Enel.

 

 

Come si legge nel sito corporate OpenFiber è: "Un operatore wholesale only nel mercato italiano di infrastrutture di rete e nasce per realizzare un’infrastruttura di rete a banda ultra larga (BUL) interamente in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) in tutte le regioni italiane".

 

 

Se si parla di Open Fiber, si parla di fibra ottica in grande: nelle grandi aree metropolitane fino ai più piccoli borghi, o le cosiddette aree bianche, quelle zone del paese per le quali non è previsto alcun investimento privato per banda ultralarga nei prossimi tre anni. Ecco, Open Fiber già sta lavorando perché, al contrario, questi investimenti ci siano e la fibra possa arrivare anche là dove sembrava impossibile potesse accadere.

 

 



 

 

Il progetto FiberCop

 

Veniamo al cuore del nostro articolo e cerchiamo di capire meglio che cosa è FiberCop e cosa hanno in mente Tim e OpenFiber per l'inizio dell'anno prossimo. Il progetto come abbiamo anticipato all'inizio del nostro articolo è questo: creare una nuova rete FTTH entro marzo 2021. La nuova rete sarà controllata al 58% da Tim, dal fondo americano KKR per il 37,5% e da Fastweb per il restante 4,5%

 

 

In sostanza FiberCop in quella che sarà la sua struttura finale, con il nome di AccessCo, non sarà altro che un'entità wholesale che consentirà anche agli altri gestori di telefonia che operano nel mercato italiano di poter utilizzare l'infrastruttura realizzata. 

 

 

FiberCop non è ancora nata che già iniziano a rincorrersi voci su quello che sarà il suo assetto societario in futuro. I rumors dicono che Enel (azionista unico di OpenFiber) cederà la sua parte a un fondo australiano. Si vedrà. 

 

 

L'obiettivo ambizioso

 

Quello che si prefiggono di fare Tim e Open Fiber con la nuova rete FiberCop è a dir poco coraggioso: portare la fibra FTTH in almeno il 56% dei comuni in aree nere e grigie entro i prossimi 5 anni. Questo per garantire un'ampliamento della infrastruttura di rete, arrivando là dove lo stesso concetto di connettività domestica continua a essere questo grande sconosciuto. 

 

 

Ma non è tutto. Là dove, invece, c'è copertura di rete è previsto un upgrade del servizio attraverso un lavoro di espansione delle linee in fibra misto rame, le cosiddette FTTC, fino al raggiungimento di una completa conversione in fibra di tutte le linee ancora in rame. 

 

 

FiberCop sarà l'infrastruttura di rete del futuro? L'investimento economico e umano è enorme. La speranza anche. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






editore

Matilde Gregori

Giornalista pubblicista, da molti anni scrivo di hi-tech e Telco, dopo interessanti e deliziose incursioni nel mondo degli eventi culturali ed enogastronomici del centro Italia. Sono innamorata di Hemingway, adoro il sushi e mi rilasso con lo Yoga. In attesa che i miei innumerevoli incipit assumano i contorni più definiti di un racconto, continuo a parlare di tecnologia. Magari la Musa mi ispirerà tra una tariffa e l'altra.

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