Recovery fund: caratteristiche e obiettivi del fondo europeo

Approfondiamo gli aspetti del Recovery fund, lo strumento più volte invocato dall'Italia per arginare l'impatto devastante dell'epidemia da Covid-19.

Recovery fund: caratteristiche e obiettivi del fondo europeo

Recovery fund che cos'è e a cosa serve? Rispondiamo alle domande

 

In queste settimane di timide riaperture e fin dai primi giorni del pesante lockdown abbiamo sentito parlare a più riprese del Recovery fund. Il premier Giuseppe Conte lo ha più volte definito come una componente essenziale nelle trattative con l'UE, uno strumento indispensabile per sostenere l’economia dell'area euro e dei singoli paesi che sono stati più colpiti dalla crisi economica conseguente all'epidemia da coronavirus.

 

 

E' del 27 maggio scorso, esattamente una settimana fa, la proposta sul Recovery fund approvata dalla Commissione Europea: un piano da 750 miliardi di euro totali da dividere tra i paesi del blocco Ue colpiti dall'epidemia, con un'elargizione maggiore prevista per quelli più danneggiati dal Covid-19 . Tra loro spicca, ovviamente, l'Italia. 

 

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Dei 750 miliardi totali, circa il 20% spetterà all'Italia. In totale 172,7 miliardi di euro così suddivisi: 

 

81,807 miliardi sotto forma di aiuti a fondo perduto;

90,938 miliardi come prestiti.

 

 

Scopriamo nel dettaglio che cos'è e come funziona il Recovery fund e quali sono le condizioni dettate dall'UE per le sue finalità di utilizzo. E visto che ci siamo ti ricordiamoa cnhe che siamo un portale di comparazione tariffaria e qui puoi trovare le più interessanti offerte internet casa del momento. 

 

 

Recovery Fund: cosa c'è da sapere
Recovery Fund: cosa c'è da sapere

 

 

Che cos'è il Recovery fund

 

Per comprendere a pieno di cosa stiamo parlando, per fugare ogni dubbio formale e sostanziale, è opportuno definire che cosa s'intende con la locuzione Recovery fund. Il Recovery fund, letteralmente fondo di recupero, è appunto un fondo con il compito di emettere i Recovery Bond, con garanzia nel bilancio UE.

 

 

Questo strumento è stato richiesto a gran voce dagli stati membri dell'UE come rimedio per contrastare la pesante crisi economica che molte nazioni del Vecchio Continente, stanno attraversando come conseguenza diretta dell'emergenza coronavirus. Tra tutti, l'Italia, come paese tra i più colpiti dal diffondersi del Covid-19, è stata una delle nazioni che con più forza ha richiesto l'utilizzo di questo strumento. 

 

 

L'imponente flessione del PIL, la contrazione dei molti comparti dell'economia colpiti in varie misure dagli effetti della pandemia, hanno gettato il Belpaese in una situazione emergenziale preoccupante e inedita le cui ripercussioni potrebbero raggiungere picchi allarmanti per il tessuto economico e sociale del paese. Per questo, fare ricorso a strumenti comunitari come il Recovery fund assume i contorni di un imperativo categorico. 

 

 

L'iter che ha portato all'approvazione del Recovery fund nella misura in cui la conosciamo oggi è stato tutt'altro che lineare. Il percorso è stato pieno di ostacoli è ha visto l'Italia impegnata in un vero e proprio braccio di ferro alcuni paesi come l’Austria e l’Olanda, rigidi e inamovibili sulle loro posizioni e contrari a qualunque forma di condivisione del debito. 

 

 

Dopo discussioni durate mesi, finalmente l'iter di approvazione del Recovery fund è iniziato. Ora proviamo a capire come concretamente funziona il fondo di recupero europeo

 

 

Come funziona il Recovery fund

 

Se il Recovery fund è un fondo con la funzione specifica di emettere i Recovery bond con garanzia nel bilancio UE, le parole del primo ministro italiano sulla sue finalità sono piuttosto chiare:" Il Recovery fund - ha affermato Giuseppe Conte - è un fondo di recupero con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia”.

 

 

Grazie al Recovery fund la condivisione del rischio assume connotati comunitari ma non prevede una mutualizzazione di quello che è il debito passato di ciascuno stato membro. La liquidità del fondo è data progettata attraverso l'emissione di Recovery Bond.

 

Su come esattamente verrà messo in atto il Recovery fund una linea univoca non è ancora stata tracciata. Le discussioni in merito, con tutta probabilità, andranno avanti per tutta l'estate. L'unico dato chiaro è che i Recovery bond saranno emessi sia sotto forma di concessioni a fondo perduto che come finanziamenti. Per l'Italia abbiamo già visto che l'ammontare totale previsto è di 172,7 miliardi di euro

 

 

Rapporto tra soldi e riforme

 

Con i soldi Ue del Recovery fund si potranno abbassare le tasse? No, non esattamente. I soldi non potranno essere spesi in modo del tutto discrezionale dagli stati, ma rispettando gli indirizzi della Commissione.

 

Come ha spiegato, parlando dei limiti di applicazione dei soldi del Recovery Fund, Paolo Gentiloni, commissario europeo per l'economia: "Spetta a ciascun Paese stabilire quali sono le priorità, e alla Commissione verificare che siano coerenti con un disegno complessivo." "L’Italia  - ha continuato Gentiloni- dovrà utilizzare questa opportunità per concentrarsi su alcuni grandi obiettivi: come la sostenibilità sociale, la modernizzazione del Paese, rendendo più efficienti burocrazia e giustizia civile e per le grandi transizioni verso il digitale e quella ecologica."

 

 

A chiarire ulteriormente ogni dubbio in merito al concreto spazio di utilizzo del Recovery fund sono arrivate le parole del vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis: "L’esborso delle risorse del Recovery fund avverrà dopo il raggiungimento di milestones, macro-obiettivi fissati nei piani nazionali per la ripresa." "Prima – ha continuato – i Paesi che intendono accedervi dovranno fissare punti fermi sulle riforme e poi il denaro sarà distribuito”

 

Dunque, la Commissione europea è stata chiara: soldi sì, ma in cambio di riforme

 

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Conclusioni

 

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#andràtuttobene

 






editore

Matilde Gregori

Giornalista pubblicista, da molti anni scrivo di hi-tech e Telco, dopo interessanti e deliziose incursioni nel mondo degli eventi culturali ed enogastronomici del centro Italia. Sono innamorata di Hemingway, adoro il sushi e mi rilasso con lo Yoga. In attesa che i miei innumerevoli incipit assumano i contorni più definiti di un racconto, continuo a parlare di tecnologia. Magari la Musa mi ispirerà tra una tariffa e l'altra.

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